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Conformi

Quanti siti italiani obbligati sono fuori norma

Ricerca condotta il 15 settembre 2026 su 100 siti italiani nei cinque settori soggetti al D.Lgs. 82/2022. Dati, metodo e limiti, per intero.

Dei 70 siti analizzabili, 68 falliscono almeno un controllo automatico: il 97.1%.

Solo 5 siti su 70 non presentano alcun rilievo di gravità bloccante.

Come è stata condotta

Abbiamo composto un campione di 100 organizzazioni italiane appartenenti ai cinque settori indicati dall'art. 3 del D.Lgs. 82/2022: e-commerce, banche e servizi finanziari, trasporti, telecomunicazioni ed editoria digitale. Sono state incluse solo realtà ampiamente sopra la soglia microimpresa, che la norma esclude.

Di ogni sito è stata analizzata la sola home page, con un browser reale, una volta sola. Su ciascuna pagina sono stati eseguiti tre controlli: accessibilità con axe-core sui criteri WCAG 2.1 livello AA, rilevazione dei cookie e delle richieste di tracciamento effettuate prima di qualsiasi consenso, e presenza di widget conversazionali privi della dichiarazione richiesta dall'art. 50 dell'AI Act.

Nessun sito è stato sottoposto a tentativi ripetuti e nessuna area riservata è stata raggiunta. Il codice dello scanner e i criteri di ogni rilievo sono gli stessi usati per i referti che vendiamo.

I limiti, dichiarati prima dei risultati

22 siti hanno risposto con un blocco automatico e 8 con un errore di rete. Sono fuori dal conteggio: analizzarli avrebbe misurato la pagina di errore invece del sito, gonfiando la percentuale. Ma la loro esclusione distorce il campione, e va detto: un'organizzazione che investe in protezione anti-bot con ogni probabilità investe anche in accessibilità. Il 97.1% vale sui siti analizzabili dall'esterno, non sull'intera popolazione obbligata.

Una verifica automatica intercetta realisticamente il 30-40% dei requisiti WCAG: i problemi elencati sono un sottoinsieme, non l'elenco completo. Il numero è quindi una stima per difetto del numero di siti con almeno un problema, e non misura la gravità complessiva di nessuno di essi.

Il controllo sulla trasparenza AI Act è euristico: rileva un widget conversazionale privo di dichiarazione e richiede conferma manuale che sia effettivamente basato su intelligenza artificiale.

Non pubblichiamo i nomi delle organizzazioni analizzate. Un elenco di siti fuori norma sarebbe una gogna, e ci renderebbe il fornitore con cui nessuno vuole parlare.

Risultati per normativa

ControlloSiti che fallisconoPercentuale
Accessibilità (WCAG 2.1 AA) 62 su 70 88.6%
Privacy osservabile (cookie e tracciamento) 55 su 70 78.6%
Trasparenza AI Act art. 50 2 su 70 2.9%

Risultati per settore

SettoreSiti analizzatiCon almeno un rilievoPercentuale
E-commerce 29 29 100%
Banche e servizi finanziari 11 11 100%
Trasporti 13 12 92.3%
Telecomunicazioni 8 7 87.5%
Editoria digitale 9 9 100%

I problemi più diffusi

Su quanti dei 70 siti analizzati compare ciascun rilievo.

RilievoCodice tecnicoSiti
Tag manager caricato prima del consenso tag-manager-prima-del-consenso 50
Tracker di terze parti prima del consenso tracker-terza-parte 36
Contrasto insufficiente fra testo e sfondo color-contrast 35
Collegamenti senza testo riconoscibile link-name 34
Immagini senza testo alternativo image-alt 24
Cookie di tracciamento prima del consenso cookie-tracciante-senza-consenso 23
Pulsanti senza nome accessibile button-name 17
Zoom della pagina disabilitato meta-viewport 16
Struttura ARIA incompleta aria-required-children 13
Elenchi con struttura non valida list 9
Attributi ARIA non ammessi aria-prohibited-attr 8
listitem listitem 8

Se volete sapere come sta il vostro sito

La stessa scansione, sul vostro dominio, con il referto completo e la dichiarazione di accessibilità: come funziona. Se non siete certi di rientrare fra i soggetti obbligati, scrivete a [email protected]: ve lo diciamo, anche quando la risposta è no.

I dati di questa pagina possono essere citati indicando la fonte: Conformi, ricerca del 15 settembre 2026, conformi.it/ricerca.